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Diabrotica del mais

(Diabrotica virgifera virgifera Le Conte)

Diabrotica virgifera virgifera Le Conte (Western corn rootworm) è un coleottero crisomelide originario degli Stati Uniti, dove è considerato il principale fitofago del mais. Nel 1994 questa specie è stata inserita nella lista "A2 quarantine pest" della CE e, nel 1998, sono stati fissati requisiti specifici di quarantena per terreno e piante provenienti dalle zone infestate. Per dare un'idea della sua pericolosità, basta ricordare che il costo complessivo stimato negli U.S.A. per la difesa contro questo parassita e per le perdite di produzione che ne derivano è dell'ordine di 1000 milioni di dollari/anno.

PIANTE OSPITI
Il mais è l´unica coltura che consente lo sviluppo di popolazioni elevate e che può subire danni gravi da Diabrotica virgifera ma, occasionalmente, le larve possono svilupparsi su altre Poacee e gli adulti possono essere rinvenuti su Poacee, Asteracee, Fabacee e Cucurbitacee.

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

Adulto di Diabrotica virgifera

Fino al 1955 il crisomelide è rimasto confinato nel suo areale d´origine, e cioè nella parte occidentale degli USA, poi è andato rapidamente diffondendosi verso est e ora si è insediato in Messico, America centrale, ove sono presenti anche altre specie di Diabrotica e nel sud-America. Il parassita è arrivato per la prima volta in Europa nel 1992 in Serbia, nelle vicinanze dell´aeroporto Internazionale di Belgrado, da lì ha cominciato a diffondersi e, in poco tempo, è già stato segnalato in diverse aree e nazioni confinanti: Croazia (´95), Ungheria (´95), Romania (´96), Bosnia (´98), Bulgaria (´98), Montenegro (´98), Svizzera (´00) ed infine Austria (´02). In Italia per la prima volta è stato catturato nel 1998 presso l´aeroporto di Venezia. Negli anni successivi, è comparso in Lombardia, in Piemonte e in Friuli. In alcune di queste regioni, vista l´entità delle catture e l´estensione territoriale su cui si effettuano, si può ritenere che il fitofago vi sia ormai insediato. In Emilia-Romagna, D. virgifera è stata trovata per la prima volta nel 2003 in alcuni impianti di mais delle province di Parma e Piacenza.

BIOLOGIA
In Europa come negli Stati Uniti D. virgifera compie una generazione all´anno. Il piccolo crisomelide sverna come uovo che comincia a schiudere da metà del maggio successivo con un picco delle nascite che viene attorno a metà giugno circa. Le larve che ne nascono, sono grinzose, di colore biancastro, con capsula cefalica bruna e sei zampe poste dopo la testa. Esse si muovono nel terreno nutrendosi delle radici del mais e di diverse altre graminacee e il loro sviluppo dura circa un mese al termine del quale possono raggiungere una lunghezza di 10-18 mm. Dopo tre stadi larvali nel terreno si forma la pupa, che di aspetto è biancastra e molliccia ma, siccome la metamorfosi avviene in 1-2 giorni, risulta poco visibile.
Gli adulti del crisomelide, lunghi circa 5-6 mm hanno una colorazione di fondo giallo carico con elitre più corte dell´addome e tre strisce longitudinali scure. Essi sfarfallano durante tutto il periodo estivo (picco a fine luglio- inizio agosto) e si nutrono sia delle foglie che degli stimmi dell´infiorescenza femminile del mais. Dopo una settimana circa gli adulti si accoppiano e iniziano l´ovodeposizione. In genere questa si ha in agosto. Una femmina depone qualche centinaio di uova nel terreno ad una profondità di circa 15 cm.

SINTOMI E DANNI

Larva di Diabrotica virgifera - foto L. Furlan

Sono le larve che, nutrendosi delle radichette e scavando gallerie nelle radici più grosse, provocano il danno maggiore al mais. La pianta, danneggiata in seguito alla loro azione trofica, presenta un ridotto sviluppo radicale che la rende più soggetta ad allettamenti, ne riduce la capacità di assorbimento di acqua e nutritivi e, durante le operazioni di raccolta, provoca maggiori perdite di produzione. Un sintomo abbastanza tipico che si ritrova nei casi di elevata infestazione larvale è la presenza in campo di piante a "collo d´oca" ("goosenecked plants"). Si tratta di piante allettate che tendono a risollevarsi dal suolo curvandosi e formando gomiti.
Quando è stata colpita la pianta può essere estratta dal terreno con facilità ed è possibile confrontare le radici colpite con una apposita scala di danno da 1 a 6 detta "Iowa scale" reperibile presso il sito Internet dell´O.E.P.P.(Organizzazione Europea per la Protezione delle Piante).
Gli adulti possono provocare aborti fiorali e, in caso di forte infestazione, possono produrre seri danni in quanto sono in grado di ridurre notevolmente il numero dei fiori fecondati.

PREVENZIONE E LOTTA

Dal 2000 è iniziata l’emanazione di norme di lotta obbligatoria contro D. virgifera virgifera e, attualmente, è in vigore il D.M. 08 aprile 2009 che prescrive controlli sistematici in tutte le aree del territorio nazionale nelle quali esiste il rischio di una sua introduzione. Il monitoraggio dell’insetto viene realizzato secondo un apposito protocollo internazionale con l´ausilio di trappole a feromoni sessuali PAL sviluppate in Ungheria.

Allettamento causato dall'attività delle larve

I siti di monitoraggio sono costituiti da due trappole poste a 50-100 metri una dall´altra, in campi di mais, collocate da fine giugno (prima del picco di presenza degli adulti) a metà-fine settembre, per un totale di circa 2-2,5 mesi di esposizione. La trappola è costituita da un foglio in plastica trasparente da avvolgere attorno ad una pianta di mais o ad un apposito supporto all´altezza delle spighe.
In Emilia-Romagna, a seguito della cattura dei primi esemplari del fitofago avvenuta nel 2003 in 8 aziende situate nelle province di Parma e Piacenza, sono state emanate misure fitosanitarie di emergenza per prevenirne la diffusione. Queste misure sono contenute nella determinazione del Servizio fitosanitario regionale del 18 settembre 2008, n. 10921, che prescrive interventi obbligatori nelle zone di intercettazione dell’insetto ("aree focolaio") e l’istituzione di una "zona di sicurezza" nei comuni limitrofi ai focolai.
Anche se è accertato che Diabrotica virgifera può spostarsi per notevoli tratti sfruttando l´azione del vento, essa non possiede grandi capacità di volo perciò la sua diffusione è dovuta essenzialmente all´azione di vettori tra cui, ovviamente, il più importante è l´uomo.

Trappola PALs utilizzata nelle zone di insediamento per il monitoraggio delle popolazioni di D. virgifera

Considerando le caratteristiche biotiche dell’insetto, è molto elevato il rischio di un suo rapido insediamento nella regione e in generale in tutto il Nord Italia e ciò, col tempo, comporterebbe modifiche nelle tecniche di coltivazione oltre che nella difesa, con forte crescita dei costi e dell´impatto ambientale.
Negli Stati Uniti, infatti, la difesa contro le due principali specie americane (Diabrotica virgifera e Diabrotica barberi) viene effettuata mediante geodisinfestanti granulari per il controllo delle larve, da distribuire in banda o nel solco di semina, e da successivi trattamenti contro gli adulti.
Ma la strategia chimica, ancora tutta da verificare nei nostri territori, va comunque integrata con l´adozione di adeguate tecniche agronomiche che, in Emilia Romagna, possono fornire buoni risultati.
Poiché Diabrotica danneggia esclusivamente le coltivazioni di mais, il fattore chiave per prevenire o ritardare la comparsa di popolazioni elevate è l´abbandono della monosuccessione cui possono essere abbinate altre pratiche agronomiche che rendano più difficoltosa la sopravvivenza del crisomelide, quali le lavorazioni estive del terreno e l´uso preferenziale di ibridi a radici profonde facilmente rigenerabili in caso di attacco.

Contro gli insetti adulti, qualora sia stata accertata la loro presenza, è obbligatorio effettuare trattamenti con prodotti insetticidi autorizzati.

RACCOMANDAZIONI
Anche gli operatori agricoli possono collaborare nell´opera di prevenzione, cercando di evitare l´introduzione nel territorio regionale di materiale potenzialmente infestato (ad es. mais ceroso o piante con zolla di terra) proveniente dalle zone in cui è presente il fitofago.
Considerata la potenziale pericolosità dell´insetto e l´obbligatorietà della lotta eventuali sintomi sospetti sulle piante in coltivazione debbono essere segnalati al laboratorio di entomologia del Servizio fitosanitario regionale.

SEGNALARE EVENTUALI CASI SOSPETTI A:
Servizio Fitosanitario Regionale
Via di Corticella 133 - Bologna tel. 051-5278221 051-5278228
e-mail: omp1@regione.emilia-romagna.it