Tarlo asiatico
(Anoplophora chinensis)
Dopo la vespa cinese, arrivata ad infestare i nostri castagneti, un altro pericoloso insetto di origine asiatica è alle porte. Anoplophora chinensis, questo il suo nome scientifico, in Lombardia ha già provocato danni per milioni di euro.
Una recente segnalazione del parassita in Lazio fa temere il rischio di una sua introduzione anche in Emilia-Romagna. La specie è dichiarata da quarantena in tutti i Paesi dell’Unione europea, e in Italia è in vigore il decreto ministeriale del 9 novembre 2007, di lotta obbligatoria. Anoplophora chinensis, comunemente chiamato “tarlo cinese” o “cerambicide dalle lunghe antenne”, è un grosso coleottero che vive a spese del legno e può attaccare piante di specie diverse, soprattutto arboree latifoglie, nelle quali scava profonde gallerie alla base del tronco e nelle radici che fanno deperire la pianta e ne possono causare lo schianto e la morte.
Per prevenire i danni ambientali che questo parassita potrebbe causare se venisse introdotto in Emilia-Romagna, il Servizio fitosanitario regionale ha avviato una campagna di informazione ai cittadini affinché segnalino tempestivamente eventuali avvistamenti dell’insetto.
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Pieghevole
(PDF, 1.092,49 kB)Il tarlo asiatico: una minaccia per alberi e piante dei nostri parchi e giardini
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31/07/2008 - Caccia al tarlo asiatico, a rischio alberi e piante da giardino
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Scheda di segnalazione avversità forestali regolamentate
(PDF, 69,65 kB) -
Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il cerambicide asiatico Anoplophora chinensis (Thomson) (74,17 kB - PDF)
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che stabilisce misure di emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione nella Comunità di Anoplophora chinensis (Forster) (59,69 kB - PDF)


