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Cimice dell'olmo

(Arocatus melanocephalus)

Come tenerle lontane dalle abitazioni

Foto Alberto Reggiani - Centro agricoltura ambiente

In diverse zone della nostra regione, piccoli insetti si portano sui muri delle case ed entrano nelle abitazioni.
Si tratta di una cimice, Arocatus melanocephalus, che dalle province di Modena e Reggio Emilia (dove è presente già da alcuni anni) ha colonizzato ampi territori della provincia di Bologna. Le infestazioni di questo insetto sono di norma associate alla presenza di olmi negli ambienti circostanti gli edifici. Infatti, all’inizio della primavera, gli adulti della cimice si trasferiscono dai ricoveri invernali agli olmi dove, in corrispondenza degli ammassi di frutti, si accoppiano e depongono le uova.

Foto Alberto Reggiani - Centro agricoltura ambiente

Sempre nei frutti si sviluppano gli stadi giovanili quindi, raggiunto lo stadio adulto (indicativamente dall’inizio di giugno), le cimici abbandonano l’olmo e si disperdono nell’ambiente alla ricerca di ripari. In questa fase si possono ritrovare gli insetti su vari alberi (querce, sotto le placche della corteccia dei platani, frutti di conifere, anfratti della corteccia delle robinie, ecc.) e nelle abitazioni.

Va ricordato che Arocatus melanocephalus non rappresenta un pericolo per l’uomo e gli animali domestici: non punge e non veicola alcun patogeno. Tuttavia, la presenza massiccia e continua di gruppi di adulti negli appartamenti (nei battiscopa, nei serramenti, all’interno degli arredi quali mobili della cucina e letti), unita alla capacità dell’insetto di emettere un odore sgradevole quando è molestato, determinano allarme e preoccupazione tra i cittadini.

Sconsigliamo in ogni caso l’impiego indiscriminato di insetticidi ad uso domestico, in quanto pericolosi per la salute delle persone ed inutili al fine di contenere le infestazioni.

Questo fenomeno deve essere affrontato con un approccio integrato che preveda: la pulizia delle aree degradate ed incolte (dove spesso è abbondante la presenza di arbusti di olmo e di nicchie idonee allo svernamento), la raccolta ed eliminazione dei frutti di olmo caduti a terra, la messa in opera di barriere in porte e finestre che limitino l’ingresso degli adulti nelle case (chiusura di eventuali crepe, installazione di zanzariere, ecc.).
I tecnici comunali preposti alla gestione e manutenzione del verde potranno valutare l’opportunità di un trattamento con prodotti fitosanitari a bassa tossicità per l’uomo da effettuare alla chioma degli olmi il prossimo anno, entro la seconda metà del mese di maggio.