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Batteriosi dell’actinidia PSA: facciamo il punto

actinidia psa

(31 maggio 2011) Aumentano in modo preoccupante i focolai della batteriosi negli impianti di kiwi emiliano-romagnoli. Le iniziative sul piano politico e tecnico per fronteggiare l’emergenza.

Il primo caso in Emilia-Romagna di PSA (Pseudomonas syringae pv. actinidiae) e’ stato trovato nel 2009 e da quel momento la batteriosi ha cominciato a diffondersi negli impianti di actinidia della nostra regione. Ma l’impennata si è avuta soprattutto a fine inverno 2010: in questi ultimi mesi il numero dei focolai è stato in continuo aumento.

foglia actinida

L’Emilia-Romagna conta 4.000 ettari di frutteti di kiwi per una produzione di oltre 650 mila quintali, di cui il 70% prodotto nella sola provincia di Ravenna.

Il PSA è stato trovato in tutte le principali zone produttive a kiwi: Faenza, Brisighella, Castel Bolognese, Bagnara, Casola Valsenio, Imola, Cotignola, Russi, Solarolo, Ravenna e Forlì.A fine maggio di quest’anno sono stati abbattuti circa 10 ettari di frutteti.

germoglio di actinidia

Attualmente l'arma di difesa nei confronti della malattia è la prevenzione e il costante monitoraggio degli impianti per poter intervenire con prontezza ai primi sintomi, abbattendo e bruciando sul posto le piante infette.
Intanto, si accelerano le attività di ricerca e sperimentazione in attesa di una soluzione efficace contro il PSA.
La Regione ha prontamente definito una serie di misure di contrasto alla batteriosi e di sostegno alle aziende colpite:lo stanziamento di 1 milione di euro per indennizzare quest’anno i produttori costretti ad estirpare le piante infette;accesso prioritario delle aziende danneggiate ai finanziamenti europei per il reimpianto di nuove piante da frutto nell’ambito dell’Ocm ortofrutta; meccanismi incentivanti per promuovere la sottoscrizione di polizze assicurative.
Inoltre, un progetto di ricerca cofinanziato dalla Regione e un piano di ampio monitoraggio della malattia in collaborazione con le organizzazioni dei produttori. Sono state anche attuate iniziative sul piano politico per sollecitare il governo e l’Unione europea ad affrontare l’emergenza in modo coordinato e a garantire adeguate misure economiche a sostegno delle aziende colpite.

 

Per approfondire:

 

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