Certificazione genetico-sanitaria del materiale di moltiplicazione delle piante da frutto
La certificazione è un processo in grado di produrre materiale controllato da un punto di vista sanitario e genetico, nel rispetto di quanto previsto dai disciplinari di produzione.
Con la pubblicazione dei decreti ministeriali 24 luglio 2003 e 4 maggio 2006 che riorganizzano e regolano a livello nazionale la certificazione volontaria del materiale di propagazione vegetale delle piante da frutto, è attivo su tutto il territorio nazionale il servizio di certificazione di prunoidee, pomoidee, olivo, agrumi e fragola.
Alla certificazione nazionale aderisce anche l’Emilia-Romagna che dal 1984 aveva già avviato un proprio servizio di certificazione genetico-sanitaria della fragola.
La certificazione è un processo in grado di produrre materiale controllato da un punto di vista sanitario e genetico, nel rispetto di quanto previsto dai disciplinari di produzione (decreti ministeriali 20 novembre 2006).
Gli scopi
- produzione di materiale di qualità superiore sia per gli aspetti genetici che fitosanitari
- prevenzione della diffusione di malattie di quarantena e qualità
- miglioramento della qualità delle produzioni frutticole
- tracciabilità nella filiera
Le fasi
Il processo si svolge attraverso una serie di fasi che sono la conservazione, la premoltiplicazione, la moltiplicazione e il vivaio. La conservazione - che parte dalla pianta madre capostipite di una varietà - e la premoltiplicazione, sia pure con alcune eccezioni, prevedono il mantenimento delle piante madri all’interno di apposite strutture (screen house) atte a garantire l’isolamento delle piante dai principali organismi patogeni (virus, fitoplasmi e altri). Nella fase di moltiplicazione le piante madri vengono coltivate in pieno campo ma sempre sotto stretto controllo fitosanitario: anche in questa fase vengono effettuati diversi controlli visivi e di laboratorio per molti organismi patogeni.
In vivaio si completa il processo di certificazione e le piante prodotte sono pronte per la commercializzazione con i requisiti previsti dai disciplinari delle singole specie: categoria del materiale certificato virus esente o virus controllato e corrispondenza genetica certa.
Gli attori
Per l’attuazione della certificazione sono stabiliti ruoli e compiti per i vari attori coinvolti ed in particolare le aziende vivaistiche che producono le piante, il Servizio Fitosanitario Regionale e i produttori frutticoli.
Alle aziende vivaistiche (vivaista - fornitore) competono tutte le attività connesse alla produzione di piante finite e di materiale di moltiplicazione, dalla costituzione di nuove varietà a tutte le varie fasi di moltiplicazione, fino alla commercializzazione finale. Il vivaista è quindi il primo responsabile delle caratteristiche del suo prodotto. Al prodotto commercializzato deve sempre essere applicato uno specifico cartellino-certificato di colore azzurro che riporta la dicitura “CATEGORIA CERTIFICATO “ e lo stato sanitario “VIRUS ESENTE” o “VIRUS CONTROLLATO”. Il vivaista che aderisce al programma di certificazione si impegna a seguire scrupolosamente quanto previsto dalle specifiche normative, che stabiliscono tra l’altro come eseguire i controlli fitosanitari e le verifiche delle caratteristiche genetiche.
Il Servizio fitosanitario svolge il controllo del processo di certificazione in tutte le fasi, attraverso diverse ispezioni di campo e la verifica della conformità della documentazione relativa al materiale richiesto in certificazione (documenti di commercializzazione, cartellini-certificato, ecc…). Spettano al Servizio fitosanitario anche il riconoscimento dell´idoneità dei campi di piante madri, dei laboratori di micropropagazione, dei vivai e delle rispettive strutture produttive. Accertata la conformità rispetto a quanto disposto dalle normative, il Servizio rilascia la certificazione ai materiali prodotti, attestata dal cartellino-certificato apposto sulle piante. Più in generale, il Servizio fitosanitario ha il compito di sorveglianza del territorio rispetto alla diffusione delle malattie di “quarantena”; ciò è particolarmente importante per garantire che l’attività vivaistica si svolga in aree idonee a prevenire contaminazioni del materiale vivaistico.
Il produttore frutticolo ha un ruolo molto importante come utilizzatore finale delle produzioni vivaistiche. Se sceglie di acquistare piante certificate, deve accertarsi che ad ogni astone sia applicato lo specifico cartellino-certificato azzurro, e segnalare al Servizio fitosanitario eventuali omissioni o contraffazioni. E’ interesse del produttore frutticolo collaborare con la struttura regionale nell’opera di controllo e prevenzione per la diffusione di patogeni da quarantena, con particolare attenzione a quelli per i quali è in vigore un provvedimento di “lotta obbligatoria” (virus della vaiolatura delle drupacee, agente della “Sharka”, ed Erwinia amylovora, agente del “colpo di fuoco batterico”). A questo scopo e ai fini del mantenimento della tracciabilità i cartellini presenti sulle piante al momento dell’acquisto devono essere sempre conservati in azienda.
Importante
Prediligere produzioni vivaistiche certificate per la costituzione di nuovi frutteti significa assicurarsi le migliori condizioni di partenza del proprio impianto, considerando che la maggior parte dei virus si trasmette per innesto, e quindi la moltiplicazione di materiale vivaistico infetto rappresenta la loro preferenziale via di diffusione. Il materiale certificato non va confuso con il materiale di categoria CAC e CAC-Bollino Blu. Mentre per le produzioni di categoria CAC non è previsto nessun cartellino distintivo, per il materiale CAC-Bollino Blu, prodotto in ottemperanza a quanto previsto dall’accordo interprofessionale tra vivaisti e associazioni di produttori, le piante di drupacee prodotte sono accompagnate da una etichetta di colore arancio.
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Cultivar e cloni inseriti nel sistema nazionale di certificazione "genetico-sanitaria" VE
(VND.MS-EXCEL, 162,30 kB)Aggiornamento 31/8/2011


