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Produrre energia da materie prime agro-forestali

 

La Regione Emilia-Romagna è impegnata sul fronte delle agroenergie da oltre un decennio, a partire dai progetti dimostrativi Probio (Programma Nazionale Biocombustibili), per le filiere del biodiesel, dell’olio combustibile vegetale, del biogas e delle biomasse dedicate alla produzione energetica.

 

Piano di azione sulle agroenergie
Lo scopo del piano quadriennale, partito ad inizio 2011, è agevolare gli imprenditori agricoli che intendono investire nel settore agroenergetico per integrare il reddito aziendale e operare in difesa dell’ambiente.

Le azioni previste vanno dall’informazione all’assistenza tecnica; dai contributi in conto capitale ai crediti agevolati delle banche, allo snellimento delle procedure per sostenere la produzione di energia verde dai campi, riducendo l’utilizzo di combustibili fossili, contrastando l’effetto serra e fornendo un reddito integrativo alle aziende agricole

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Finanziamenti regionali

Programma di Sviluppo Rurale

Gli imprenditori agricoli singoli e associati possono accedere a finanziamenti per la realizzazione di impianti aziendali, partecipando ai bandi del Programma sviluppo rurale 2007-2013, Misure 121 e 311.
La Misura 321, invece, è rivolta a soggetti costituiti in forme associative pubblico-private. Quest'ultima azione ha consentito l'adesione di diverse Amministrazioni Comunali e la realizzazione di opere per un importo complessivo di 4,7 M euro, nel primo biennio di applicazione.

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Altri finanziamenti

Il Programma Operativo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) promuove la sostituzione delle coperture degli edifici in amianto con impianti fotovoltaici. Il bando più recente ha interessato esclusivamente le piccole e medie imprese (non agricole) della regione.

Negli ultimi anni sono state investite risorse cospicue per la realizzazione di una serie di impianti pilota, riconducibili a 2 tipologie:

  • digestori per la produzione di biogas, mediante co-generazione di energia termica ed elettrica con utilizzo di deiezioni animali, rappresentati da 14 impianti attualmente operanti;
  • impianti alimentati a biomassa da colture dedicate che annoverano 2 digestori da biogas, 2 piccole centrali a olii vegetali e 1 caldaia a combustione di mais con relativa rete di teleriscaldamento.

 

Normativa di recente approvazione

Fonti rinnovabili: localizzazione impianti
La Delibera Assemblea Legislativa n. 51 del 26 luglio 2011 stabilisce le aree non idonee alla realizzazione di impianti da biogas o da altre fonti (eolica, biomasse, idroelettrica), così come previsto dal D.M. 10/09/2010 "Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili".
Tra l'altro la delibera, accessibile nella sezione "Documenti", detta i casi di incompatibilità territoriale degli impianti da biogas con produzioni quali il Parmigiano-Reggiano o i prati stabili, nonchè le misure strutturali e gestionali per ridurre le emissioni odorigene e per il miglior utilizzo del digestato.

Impianti di biogas da biomasse agricole
La cogenerazione di energia elettrica e termica per digestione anaerobica di biomasse agricole è un settore di attività in rapido sviluppo, che riscuote un crescente interesse anche in Emilia-Romagna. Il quadro normativo che regola la materia è anch'esso in evoluzione e per assicurarne coerenza e uniformità di applicazione è stata approvata la delibera di Giunta regionale n. 1198 del 26 luglio 2010, che sostituisce la precedente del 2008

Impianti fotovoltaici
Le notevoli potenzialità di diffusione dell’energia solare devono essere concentrate sulle strutture impiantate sui tetti, in particolare dove vi sia necessità di sostituire l’eternit. Le norme nazionali di recente entrata in vigore sono contenute nel D.M. 5 maggio 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 109 del 12/05/2011.
La delibera di Assemblea legislativa n. 28/2010 regolamenta la realizzazione degli impianti a terra in relazione alle caratteristiche territoriali, disponendo, tra l’altro, il divieto per le aree di maggior pregio paesaggistico, ambientale e culturale. Anche questo provvedimento è disponibile nella sezione “Documenti”.

 

Ricerca

Le tematiche affrontate hanno riguardato particolarmente la scelta e la conduzione delle colture dedicate alla produzione energetica.

Tra le iniziative di maggior rilievo si segnalano alcuni progetti europei: Seq-Cure, realizzato dal CRPA nell’ambito del programma comunitario Life, Renewed (presentato dal CRPV di Cesena) sulla costituzione dei distretti energetici e Regbie (presentato da Ecoistituto di Bolzano) sulla realizzazione di filiere bosco-legna.
Altri progetti riguardano la mappatura della materia prima utilizzabile per la produzione di biogas, le collaborazioni con il Di.S.T.A. e l’Istituto di coltivazioni arboree dell’Università di Bologna, l'accordo con il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA) per assicurare l'integrazione dei risultati delle rispettive attività di ricerca.
La valorizzazione agronomica del digestato proveniente da impianti per la produzione di biogas costituisce uno dei risultati attesi per il progetto del CRPA Azoto e acqua efficienti.

L'obiettivo di ricostituire il tessuto produttivo in Appennino ha motivato l'avvio di un'iniziativa a carattere sperimentale, cofinanziata dalla Fondazione Carisbo, per l'individuazione di tecniche produttive per colture da biomassa idonee alla raccolta meccanizzata.

Infine i fondi della riconversione bieticola hanno consentito l'avvio di progetti per lo studio della barbabietola metanigena, la verifica della produzione di etanolo da cellulosa, i percorsi colturali e logistico-organizzativi del pioppo da biomassa e del sorgo da fibra.

 

Riconversione zuccherifici

Gli ex-zuccherifici di Bondeno, Finale Emilia e Russi sono interessati da progetti che ne prevedono la riconversione in impianti termoelettrici: ad olii vegetali nel primo caso, a biomasse erbacee (sorgo) per il secondo, a biomasse legnose (pioppo) per l'ultimo.

La potenzialità produttiva delle tre unità dovrebbe superare a regime i 65 MWe complessivi.