ANSER - INTERREG III A - Fauna Adriatico settentrionale (concluso)
ANSER - Ruolo ecologico delle zone umide per la sosta e lo svernamento degli uccelli acquatici nell’Adriatico settentrionale: linee guida per la conservazione e la gestione del patrimonio naturale marino costiero
Programma: INTERREG IIIA
Settore: Ambiente
Capofila: Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia (IT)
Contatti Capofila: Gabriele Facchin; e-mail: gabriele.facchin@regione.fvg.it
Durata: gennaio 2005-dicembre 2008
Risorse finanziarie complessive: 1.120.200 euro
Partenariato: Regione Emilia-Romagna (IT); Università degli Studi di Udine (IT); Università degli Studi di
Trieste (IT); Ente pubblico per la gestione delle aree protette della contea di Spalato e Dalmazia (HR); Museo
di scienze naturali di Tirana (AL)
Struttura della Regione Emilia-Romagna coinvolta: Direzione Generale Agricoltura
Risorse FESR per la Regione Emilia-Romagna: 100.000 euro
Referente: Maria Cristina Benassi; e-mail: mbenassi@regione.emilia-romagna.it
Descrizione
L’esigenza di mettere in atto il progetto deriva dalla considerazione dell’eccezionale importanza dell’area adriatica per la nidificazione, la sosta e lo svernamento di molte specie di uccelli, della contestuale fragilità delle zone umide costiere, tradottasi spesso in degrado degli habitat, e della odierna necessità di conciliare le esigenze di conservazione con il diritto, per gli abitanti delle aree interessate dalla presenza di zone umide, al raggiungimento di livelli economici e occupazionali analoghi a quelli di altri territori. Il progetto trova quindi ulteriore motivazione nella necessità per le amministrazioni competenti, di dare piena attuazione agli strumenti legislativi di riferimento per la protezione della natura nei paesi dell’Unione Europea come la direttiva “Uccelli” (79/409/CEE) e la direttiva “Habitat” (92/43/CEE) che hanno permesso di individuare le aree particolarmente meritevoli di conservazione in previsione di un loro piano di gestione e sviluppo. Da questo punto di vista l’acquisizione di dati attraverso studi, ricerche, attività di monitoraggio costituisce la premessa indispensabile per orientare le scelte gestionali, affinché qualsiasi intervento di conservazione non si riveli inefficace o addirittura dannoso.
Obiettivi
Messa in atto di strumenti per la valutazione del ruolo ecologico delle zone umide costiere per gli uccelli acquatici nelle diverse fasi fenologiche; descrizione organica della presenza delle diverse specie nell’area di progetto; realizzazione di un sistema informativo geografico (GIS) per la gestione dei dati di progetto integrata ad altri dati ambientali; realizzazione di interventi di formazione per la creazione e il rafforzamento delle professionalità nel campo del biomonitoraggio; approfondimento delle conoscenze biologiche ed ecologiche su alcune specie target; possibilità di utilizzare i risultati del progetto per valutazioni sullo stato e la struttura della Rete Natura 2000 nelle aree di studio; elaborazione di linee guida per una gestione integrata comune ai diversi partner delle zone umide nell’Adriatico settentrionale, con particolare riferimento all’applicazione delle Direttive “Uccelli” ed “Habitat” ed al relativo consolidamento della rete Natura 2000.
Risultati
La ricaduta delle attività progettuali, in termini di risultati attesi, oltre a rispondere agli obiettivi precedentemente esposti, si tradurrà nel potenziamento della rete di monitoraggio ornitologico attualmente esistente, con particolare riferimento ai gruppi di lavoro afferenti all’International Waterfowl Census, nella definizione nel tempo della distribuzione, della consistenza delle popolazioni, delle dinamiche di spostamento degli uccelli acquatici, nell’individuazione delle relazioni tra distribuzione degli uccelli acquatici e fattori ambientali (habitat, disturbo, forme di gestione), nell’individuazione di nuove metodologie di ricerca, nella definizione dello sfruttamento delle risorse trofiche da parte degli uccelli acquatici, nella definizione dell’impatto degli uccelli acquatici sulla biodiversità costiera, nell’integrazione delle strutture tecnico-scientifiche dei partner, nella creazione di condizioni favorevoli per l’attuazione delle misure di salvaguardia previste dalle direttive comunitarie, nell’individuazione di forme di gestione sostenibili comuni a tutta l’area di progetto.
