Economia

Pensioni, cosa devi fare per lasciare il lavoro nel 2024

Quali sono le modalità, i requisiti e le tempistiche per poter andare in pensione nel 2024? Le regole da conoscere per non commettere errori.

Riuscire ad andare in pensione è diventato, anno dopo anno, sempre più complicato per due ragioni: la precarietà o la discontinuità lavorativa da una parte e requisiti anagrafici e contributivi anno dopo anno più difficili da raggiungere. Esistono però forme di pensionamento anticipato che hanno consentito a molte persone di interrompere l’attività lavorativa prima del tempo.

Come andare in pensione nel 2024, le possibilità (ermesagricoltura.it)

E, proprio a tal proposito, in tanti si stanno domandando come dovrebbero e potrebbero fare per riuscire ad andare in pensione nel corso del 2024. Quali sono, ovvero, le modalità possibili ed i paletti che occorre rispettare? Facciamo chiarezza.

Andare in pensione nel 2024, come fare? Le regole da seguire e i requisiti da rispettare

Le possibilità offerte, anche nel corso del 2024, per accedere al trattamento pensionistico anticipato, sono molteplici. Anzitutto troviamo la misura nota come Opzione Donna, che è stata confermata anche per quest’anno e che è rivolta ad alcune categorie di donne lavoratrici con due requisiti da rispettare: i 61 anni di età e 35 anni di contributi versati. Un’alternativa è rappresentata dall’Ape sociale, rivolta nello specifico ai caregiver di disabili con grado di invalidità non inferiore al 74%. Ma anche ai lavoratori impegnati in ambiti considerati gravosi. Per andare in pensione occorre avere almeno 63 anni e 5 mesi e 30 o 36 anni di contributi versati a seconda dei casi.

Ape social, Opzione donna e Quota 103. I requisiti (ermesagricoltura.it)

Resta poi disponibile anche per il 2024 Quota 103, confermata nella Manovra approvata a dicembre. Bisogna però stare molto attenti ai paletti fissati per quest anno: l’età minima per accedervi è di 62 anni ma con almeno 41 anni di contributi versati. Per chi lavora nel settore privato la finestra di accesso si allunga a sette mesi, che diventano nove per il settore pubblico. Il calcolo del cedolino avverrà inoltre con il sistema contributivo e la quota del rateo potrebbe ridursi in virtù dei contributi versati ante ’96. Ma non solo perché la spettanza mensile ha un massimale che non può essere superato ovvero 2.394 euro lordi; si tratta di quattro volte la pensione minima, un limite che resterà in vigore fino al compimento dei 67 anni. L’accesso a Quota 41 è consentito anche a chi ha iniziato a lavorare prima dei 18 anni ma ad una sola condizione: ovvero che abbiano lavorato per almeno un anno prima del compimento dei 19 anni e che rientrino in una delle categorie dei lavori gravosi previsti per l’Ape social.

Daniele Orlandi

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