Farina dolce di castagne di Granaglione, farina d'castaggne (BO)
Descrizione sintetica del prodotto
La farina dolce di castagne è ottenuta mediante la macinazione delle castagne secche in mulino con macine in sasso azionate ad acqua. La farina viene successivamente confezionata in sacchetti di carta per la commercializzazione.
Territorio interessato alla produzione
Provincia di Bologna, aree della Comunità Montana Alta e Media Valle del Reno, Comune di Granaglione, per la fascia compresa fra i 300 m.s.l.m. ed i 900 m.
Come si fa
Le castagne fresche vengono raccolte ed essiccate in un fabbricato chiamato "caniccio" dove rimangono per 30-40 giorni in cui viene alimentato costantemente il fuoco ottenuto assolutamente da legno spaccato di castagno e bucce, zanza, dell'annata precedente; successivamente le castagne, quando sono ben secche, vengono sbucciate, vallate e successivamente macinate. Le castagne fresche vengono mantenute sfuse ed utilizzate entro il più breve tempo possibile determinando questo il più grosso limite della produzione annuale della zona. Vengono anche trasformate in marmellate od in vasetti, ma il tutto a livello assolutamante artigianale.
Un po di storia
Il castagno, fornitore di un alimento di primaria importanza, diventa "albero del pane" e con l’insediamento di tale specie si diffondono anche le varie tecniche colturali. Anche nell’Alta Valle del Reno, e quindi nel territorio comunale di Granaglione, si diffonde la coltivazione della "Castanea sativa". Castanea deriva probabilmente dalla città di "Kastania" in Tessaglia e sativa che significa "piantata" o "coltivata". La presenza di estese selve castanili nell’Appennino Tosco-Emiliano è dovuta inoltre alle condizioni vocazionali della zona e da sempre rappresenta uno dei simboli storico-colturali, oltre che economici, dell’Alta Valle del Reno e di Granaglione in particolare.
Istruzioni per l'uso


